PdC per riscaldamento autonomo in condominio

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Belgius
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PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda Belgius » gio lug 21, 2016 1:59 pm

Il mio problema di non semplice soluzione è un appartamento in condominio dove i condomini tecnicamente ignoranti, spinti dalle molte morosità, al grido "non pago per gli altri" hanno dismesso a maggioranza il vetusto impianto condominiale.
Obbligato nei fatti a farmi un autonomo, negli ultimi 3 anni ho analizzato tutte le possibilità di climatizzazione, setacciando la rete e interpellando alcuni fornitori.
Già devo affrontare la spesa del cambio delle tubazioni da colonna montante ad autonomo. Aggiungendo una caldaia a condensazione (unica tollerata non potendo scaricare nei vecchi tubi non a tenuta) dovrei sostenere una spesa di almeno 700 € per una caldaia e almeno altri 1000 per il nuovo impianto in multistrato a vista in canaline, evitando di rompere pavimenti.
Non avendo un impianto di climatizzazione, avevo pensato ad una PdC aria/acqua con funzione di caldaia, anche per evitare di dover allacciare il gas pagando 2 bollette invece che una sola.
Purtroppo, la PdC meno cara costa da sola come 5 caldaie a condensazione.
Ma non è finita qui. Per ottimizzare i rendimenti, dovrei installare termosifoni a bassa temperatura, che significa moltiplicare per 2,5 la potenza attualmente installata.
In alternativa, dopo aver scartato a malincuore causa costi sia RPanel che Varme Kilden, rimangono i termoarredo Hudson Reed solo se in offerta, oppure 11 Pannelli in tecnologia Roll-Bond da montare a vista alimentandoli a 40-45°C di mandata.
Con questi ultimi, dovrei aggiungere per i terminali una spesa contenuta in circa 1000 euro.
Riassumendo, 1700-700+3500+1000= 5500 € di spesa cui aggiungere un nuovo boiler cui poter collegare l'ACS.
Diciamo circa 6000 €.
Un costo esorbitante per miseri 70 mq calpestabili con un carico termico sui 3800W.
Molti vicini hanno ripiegato su un trial split da circa 3000 € chiavi in mano. Sarei disposto a spendere qualcosa in più, ma non troppo. Diciamo 4000-4500 € max. Esiste una soluzione?

Belgius
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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda Belgius » gio lug 21, 2016 2:10 pm

Molti fornitori, propongono soluzioni molto più costose, sul livello da 8000 € in su, nascondendosi dietro gli squallidi "incentivi", che in teoria dimezzerebbero la spesa e in realtà servono solo a far digerire una spesa gonfiata all'origine.
Con un recupero dei costi falcidiato dai tempi biblici (10 anni sono tantissimi) e dagli oneri finanziari (le banche prestano al 10%) da mettere in conto anche se si paga "cash" dato che i miei soldi non valgono meno di quelli prestati da una banca!
E poi, ciliegina sulla torta, ci sono i costi delle pratiche e dei modelli UNICO.
In poche parole, gli incentivi tali non sono.
E perciò nel bilancio ne posso mettere in conto al max un insignificante 10%.

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sergio&teresa
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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda sergio&teresa » sab lug 23, 2016 9:27 pm

Se hai il metano senza FV una pdc si ripaga in tempi biblici, io rimarrei su condensazione, la più economica che trovi.
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Belgius
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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda Belgius » sab lug 23, 2016 10:42 pm

Vi ringrazio, sono ben cosciente che per la sola funzione "caldaia"
si passa dalla Condensazione che trovo a 700-800 € ad una imparagonabile spesa di almeno 3500 euro di una PdC idronica monoblocco più la valvola per l'ACS e quasi certamente anche un serbatoio da almeno 100 litri.
Purtroppo il gas ce l'ho predisposto, ma devo fare il contratto e l'allacciamento.
E mi secca troppo pagare due balzelli fissi per due bollette anzichè una sola.
Altro problema, l'impianto da rifare ex-novo, coi lavori da farsi nell'appartamento che attualmente abito.
Probabilmente, l'impatto minore sia economico che logistico è un classico trial split magari DAIKIN col nuovo gas R32.
Anche se non amo tutti questi tubi di refrigerante in giro per casa (9-10m la tratta più lunga).
Più facile da gestire i tubi multistrato dell'acqua. Purtroppo a costi improponibili, se non trovo una monoblocco intorno ai 1000 €.
Maledetta l'ignoranza tecnica dei condomini che mi hanno coinvolto mio malgrado in questo "cul de sac" che mi causa una spesa
prima non necessaria, di almeno 3000-4000 euro.
E se la corrente costasse la metà, non servirebbe imbarcarsi in impianti costosi, complicati, rumorosi e invasivi.
Basterebbe un kit di pannelli radianti a infrarossi "OLTRE" e per l'estate un paio di refrigeratori evaporativi dal basso costo e basso consumo.
Sono costernato nel non trovare soluzioni ottimizzate nei costi e nelle prestazioni per un appartamento da 70 mq classe F (o 100 mq classe C). Purtroppo il mercato ha scelto la via facile dei clienti danarosi che non hanno problemi nè di reddito nè di spazio. Indirizzato in tal modo anche dagli "incentivi" concepiti malissimo che invece di allargare il mercato, sostengono i profitti delle aziende indotte a loro volta a non fare innovazione, perchè i bassi prezzi conseguenti aumenterebbero i volumi di vendita, ma non i profitti.

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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda sergio&teresa » dom lug 24, 2016 9:21 pm

La corrente sta già iniziando a costare meno per quanto riguarda i prezzi del variabile, e continuerà anche nel 2017 ad abbassarsi, per effetto della riforma tariffaria che sta progressivamente eliminando gli scaglioni di consumo. In compenso i fissi aumentano. Però da me non riceverai mai un consiglio su riscaldamento elettrico a COP 1....

Francamente non capisco che orticaria ti causa avere due bollette da pagare.
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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda fcattaneo » lun lug 25, 2016 2:05 pm

La soluzione che hanno già adottato alcuni tuoi vicini è la migliore dal punto di vista dei costi e del risparmio.
Mi riferisco all'installazione di un trial split che faccia riscaldamento/raffreddamento al quale potrai abbinare una PDC che faccia solo ACS tipo Nuos di Ariston.

Spendi poco per l'impianto e poco a mantenerlo ( meno del gas a condensazione ).. paghi una sola bolletta e valorizzi la nuove tariffe elettriche che eliminano gli scaglioni... inoltre elimini i costi fissi di controllo fumi e altri balzelli legati al metano.

Certo avrai un riscaldamento ad aria che non è il massimo x il comfort ma non'e' nemmeno male se lo regolerai bene ( in particolare se lascerai sempre acceso in regolazione gli split cosi da non lasciar diventare freddi i muri.

F.

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Re: PdC per riscaldamento autonomo in condominio

Messaggioda Belgius » mer lug 27, 2016 8:51 am

Ti ringrazio del suggerimento.
Certo, è scoraggiante dover subire questa spesa aggiuntiva e per giunta con una "soluzione" tanto parziale.
Dopo aver dato fondo alle mie competenze per trovare un'alternativa a ciò che già fanno persone totalmente digiune
di cognizioni tecniche. Le stesse persone e la stessa maledetta ignoranza che ogni giorno di più ci guasta la vita.
Speravo di trovare qualcosa di meglio, anche spendendo (poco) di più.
Per me suona come una resa dopo una grossa battaglia.
Purtroppo la via maestra dell'idronico è impraticabile data la poca maturità del settore ancora alla fase artigianale,
ben lontana dallo sviluppo ormai maturo delle caldaie che sebbene altrettanto complesse per numero e qualità dei componenti
costano oggi infinitamente di meno.
Ho analizzato ogni strada possibile e persino le PTAC ovvero i climatizzatori da parete di origine USA evoluzione di quelli a finestra.
Considerato che devo gestire al minor costo possibile il passaggio dai 17 °C che ho in casa senza scaldare, ai 20-21 °C per un minimo di comfort, ho pensato di utilizzare delle unità monoblocco stile OLIMPIA.
Il nuovo modello in PdC inverter della INNOVA è il più silenzioso sul mercato ed ha un prezzo relativamente contenuto.
Grazie a questa caratteristica potrei installarne uno sopra la porta di ingresso (Potenza nominale 2,1 kWt a 7°C) a servizio della zona giorno. Prendendo l'aria (certamente meno fredda) dal vano scala (al 6° piano su 7) non dovrei avere significative cadute del COP e della potenza. Col vantaggio che in estate potrei usufruire in "free-cooling" dell'effetto camino del vano scale.
Dato l'enorme volume del vano scale, e le frequenti aperture del portone, i ricambi aria sono più che garantiti.
Una identica unità, potrebbe bastare per la camera da letto grande (18mq) montata nel vano del vecchio termosifone. anche con la potenza ridotta di 1/3 alle basse temperature, ne avrei in abbondanza per soddisfare il carico termico.
Rimane la stanza piccola (11mq) dove le dimensioni del vano termo (69cm in larghezza x91cm di altezza) non permettono l'installazione. Devo trovare un prodotto alternativo delle giuste dimensioni.
Questa soluzione presenta numerosi vantaggi, tipo la possibilità di frazionare la spesa, la manodopera necessaria ridotta all'osso, niente disagi per l'installazione delle tubazioni del refrigerante e niente perdite.
Oltre a non avere rumori e ingombri di una grossa unità esterna.
In più si riducono gli spunti all'accensione e in caso di guasto rimane un parziale servizio.
Per l'acqua calda sanitaria, gli spazi ancora una volta rendono complicata l'installazione. Il vano termo del bagno è 79 cm x 91 in altezza ed il boiler attuale da 80 litri ci sta appena. Un NUOS EVO è pertanto escluso, a meno di installarlo nel ripostiglio comunicante col balcone e con la cucina.
In tal caso, l'acqua per la vasca da bagno subirebbe la perdita di calore lungo il tubo esistente che collega bagno e cucina.
La soluzione "figa" di OLIMPIA BOILER (che fornisce contemporaneamente ACS e riscaldamento del bagno) è scartata a priori per il costo improponibile e per l'impossibilità di montare il terminale nel vano termosifone.
Per adesso mantengo il vecchio boiler elettrico in attesa di una soluzione.
Penso di procedere a breve col montaggio delle prime 2 unità INNOVA.


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